hilpers


  hilpers > politica.* > politica.internazionale > 01/2009

 #1  
11.01.2009, 17:07
giovanni2
Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza, diramato dalla
sua casa editrice Chiarelettere, che inizia così: “Israele non sta
attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo
un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili
israeliani”.
Bene.
Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di
Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse
anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il
tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata
delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele.
Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette -
che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini
contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele
Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un
popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.
E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento
della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del
proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al
contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per
approfondire. Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-
palestinese, con la mole schiacciante e autorevole di documenti, di
prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e
non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in
quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così
colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto
marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi
cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. È
un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei
Diritti dell’Uomo e della legalità moderna. È complicità, sì, com-pli-
ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.
I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell’ala
‘progressista’. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede
Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo
Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati
dell’instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i
corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si
chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e
non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere
della lobby ebraica’, la carriera, o simili.
Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene,
superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche,
del terrorismo. Molto superiore.
Perché una cosa sia chiara a tutti: l’unica speranza di porre fine
alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa
dell’opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla
narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un
intero popolo innocente e prigioniero nell’indifferenza del mondo che
conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli
intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se
cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l’evidenza della Storia
gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di
chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei
palestinesi, mai si arriverà alla pace laggiù. E l’orrore continua.
Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità.
L’evidenza della Storia di cui parlo è in primo luogo: che il progetto
sionista di una ‘casa nazionale’ ebraica in Palestina nacque alla fine
del XIX secolo con la precisa intenzione di cancellare dalla ‘Grande
Israele’ biblica la presenza araba, attraverso l’uso di qualsiasi
mezzo, dall’inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla
guerra diretta, fino al terrorismo senza freni. I palestinesi erano
condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima
dell’Olocausto. Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor
più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a
nulla e a nessuno nella sua opera di Pulizia Etnica della Palestina.
Questo accadde, sta accadendo e accadrà. Questo va detto, illustrato
con la sua mole schiacciante di prove autorevoli, va gridato con
urgenza, affinché il pubblico apra finalmente gli occhi e possa agire
per fermare la barbarie.
In secondo luogo: che la violenza araba-palestinese, per quanto
assassina e ingiustificabile (ma non incomprensibile), è una reazione,
REAZIONE, disperata e convulsa, a oltre un secolo di progetto sionista
come sopra descritto, in particolare a 60 anni di orrori inflitti
dallo Stato d’Israele ai civili palestinesi, atrocità talmente
scioccanti dall’aver costretto la Commissione dell’ONU per i Diritti
Umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele “un insulto
all’Umanità” (1977, 1985, 2000). La differenza è cruciale: REAGIRE con
violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è
AGIRE violenza. È immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli
di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello
che sempre accade. È immorale condannare il “terrorismo alla
spicciolata” di Hamas e ignorare del tutto il Grande terrorismo
israeliano.
Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni,
libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence
americana e inglese, dell’ONU, delle maggiori organizzazioni per i
Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni
ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me
scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché
raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come La Pulizia
Etnica della Palestina, di Ilan Pappe, Fazi ed., o Pity The Nation, di
Robert Fisk, Oxford University Press, e Perché ci Odiano, Paolo
Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti
http://www.btselem.org/index.asp, http://www.jewishvoiceforpeace.org,
http://zope.gush-shalom.org/index_en.html, http://www.kibush.co.il,
http://www.rhr.org.il, http://otherisrael.home.igc.org. O ancora
leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o
ne La Questione Palestinese della libreria delle Nazioni Unite a New
York.
E torno al “tradimento degli intellettuali” nostrani. Vi sono aspetti
di quel fenomeno che sono fin disperanti. Il primo è l’ignoranza in
materia di conflitto israelo-palestinese di alcuni di quei personaggi,
Marco Travaglio per primo; un’ignoranza non scusabile, per le ragioni
dette sopra, ma anche ‘sospetta’ in diversi casi.
Un secondo aspetto è l’ipocrisia: l’evidenza di cui sopra è
soverchiante nel descrivere Israele come uno Stato innanzi tutto
razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi Canaglia nelle
sue condotte come potere occupante. Ricordo il 17 novembre 1948,
quando Aharon Cizling, allora ministro dell’agricoltura della neonata
Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “Adesso
anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima
ne è scossa”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del
dicembre 1948 definì l’emergere delle forze di Menachem Begin (futuro
premier d’Israele) in Palestina come “un partito fascista per il quale
il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti”. Ricordo Ephrahim
Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un
veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel
giugno di quell’anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che
nel 1973 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza
dell’ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere
famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere.
Ricordo l’ambasciatore israeliano all’ONU, Abba Eban, che nel 1981
disse a Menachem Begin: “Il quadro che emerge è di un Israele che
selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia
alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né
io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. Ricordo la
risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il
massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “personale
responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio”. Ricordo le
parole dello Special Rapporteur dell’ONU per i Diritti Umani, il
sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che
l’occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che
Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell’Aja.
Ricordo le parole dell'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i
cui genitori furono vittime dell’Olocausto: “Ma se gli israeliani non
vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono
semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.” Ricordo che
esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani;
che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati
a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi;
che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di
Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro
centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo
di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze
shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano
(1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo’.
Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu
rigettato da Ben Gurion prima ancora che l'ONU lo adottasse, e che
esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di
Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una
farsa dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è
vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla
pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che
la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un’altra menzogna, dove ancora
Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come
disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle
ostilità, e mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare
una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che
gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere
Arafat, come ho dimostrato in Perché ci odiano intervistando i
mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani
in sei anni per la distruzione dell'Autorità Palestinese sancita dagli
accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of
Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con
Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per
prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha’aretz,
30/12/08), con l’assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo
briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre
sulla 'epopea' sionista.
Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto:
“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca
delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione
araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo
una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini
inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra
colpevoli e innocenti”. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti
parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, più di 30 anni prima
della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del prima razzo
Qassam su Sderot in Israele.
Ricordo ai nostri ‘intellettuali’ di andarle a leggere queste cose,
che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze.
E l’ipocrisia sta nel fatto che questi negazionisti di tali orrori
storici possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di
Gaza, sulla Pulizia Etnica dei palestinesi, e possono dichiararsi filo-
israeliani “appassionati” (Travaglio) senza essere ricoperti di
vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come
lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l’orrore patito per decenni
dalle vittime dell’Apartheid sudafricana, o i massacri di pulizia
etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia.
Il mio appello a questi colti mistificatori è: continuare a seppellire
sotto un oceano di menzogne, di ipocrisia, sotto l’indifferenza allo
strazio infinito di un popolo, sotto la vostra paura o la vostra
convenienza, la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e
quello palestinese, causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in
terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani. Sono più di
cento anni che il nostro mondo li sta umiliando, tradendo, derubando,
straziando, con Israele come suo sicario. Sono 60 anni che chiamiamo
quelle vittime “terroristi” e i terroristi “vittime”. Questo è
orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i
palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per
odiarci. Dio sa quanta ragione hanno, cari 'intellettuali'.
http://www.paolobarnard.info/interve...a_go.php?id=86
 #2  
11.01.2009, 22:29
whiplash
Il Sun, 11 Jan 2009 09:07:30 -0800, giovanni2 scrisse:

> Gad Lerner


http://www.gadlerner.it/2009/01/06/g...a-ritorno.html

Tanto per chiarire...
Discussioni simili
Duecento intellettuali turchi lanciano una petizione online per ilriconoscimento del genocidio degli Armeni

Magari non sarà una petizione a cambiare la Turchia, ma ci sono gesti che lasciano il segno. Duecento intellettuali turchi, tra giornalisti, scrittori e docenti universitari,...

Intellettuali...solo intellettuali...

A sinistra.... Il loden...e quell'aria assorta in pensieri riservati ai soli eletti. Con la solita barba incolta e qualcosa di rosso addosso... ....pensano...e pensano...così...

Ancora su Chavez: la condanna degli intellettuali

Noi gli scrittori e artisti, professori e investigatori, intellettuali venezuelani di differente formazione e credo, tanto credenti come agnostici, indipendentemente dalla...

Ma IDL e' un circolo di intellettuali

In confronto all'isola dei famosi! GNEGNEISMO E FASTIDIO. Roba da chiodi!

Tradimento chiama tradimento?

Azz... il mio X9 250 ha un'anima ed è permaloso! Ho deciso di venderlo, è rimasto da solo in garage 5 giorni causa pioggia e stamattina ha fatto l'offeso, nessun segno di...


Tutti gli orari sono GMT. Attualmente sono le 22:12. | Privacy Policy